Venerdì pomeriggio oltre trecento
persone si sono ritrovate al Teatro Litta per confrontarsi sulle nuove
politiche sociali milanesi per l’infanzia e l’adolescenza. Quattro ore
di discussione intense di fronte a una platea ricchissima di saperi ed
esperienze. Si è trattato solo dell’inizio di un percorso che dovrà
continuare nei prossimi mesi per allargare ancora di più il confronto,
per approfondire le questioni, per fare sintesi e costruire un’agenda
politica.
Un’occasione per indicare una rotta e per cominciare a riempire di significato alcune parole chiave: territorialità e rete, integrazione socio-sanitaria, valorizzazione degli operatori pubblici e del privato sociale, prevenzione.
A dare il segno della direzione strategica che la nuova amministrazione
vuole intraprendere, la scelta di chiamare al confronto Asl, Tribunale
per i minorenni e Centro per la Giustizia minorile. Si tratta infatti di
costruire “ponti” reali tra Istituzioni e servizi e di superare i
protocolli “spezzatino” – come qualcuno li chiama – che in passato si
sono limitati a dividere i compiti tra i diversi partner e frammentare
le azioni. Bisogna tornare a co-progettare e in quest’ottica il terzo
settore dovrà essere un reale partner della progettazione e non solo un
fornitore.
La discussione ha toccato alcuni temi
importanti: il garante dell’infanzia, il sostegno alle comunità
socio-educative, la sinergia tra servizi educativi, servizi sociali per
la famiglia e la neuropsichiatria; la necessità di non lasciare sole le
famiglie, il potenziamento dell’affido famigliare, lo sviluppo di buone
pratiche di conciliazione, la prevenzione nei servizi per l’infanzia, i
minori stranieri non accompagnati, i ragazzi autori di reato. “Ripartire dalle politiche”
significa riprendere un processo politico partecipato che ha bisogno di
luoghi, di processi, di metodo, per cambiare paradigma culturale, per
tornare a pensare, costruire e praticare nuove politiche sociali orientate al bene comune.
Come ha sottolineato Liviana Marelli,
membro dell’Osservatorio nazionale Infanzia e adolescenza, occorre
costruire nuove politiche dove la centralità di ogni progetto umano
recuperi le dimensioni promozionale, preventiva, di cura e di tutela, di
presa in carico, di reinserimento sociale quali parti di un pensiero
progettuale unico e trasversale, fuori da derive settoriali,
prestazionali ed emergenziali. In sintesi si tratta di superare la
logica del mero adempimento che ha spesso segnato l’azione degli ultimi
anni. Per fare ciò il presidio della relazione con la Regione sarà
strategico e il Comune dovrà essere in grado di incrociarne i tempi di
programmazione e di esercitare un ruolo sufficientemente dialettico.
Le suggestioni e le proposte nel nome
dell’innovazione sono state molte. Rispetto allo sviluppo di reti
territoriali, risulta strategico il ruolo che le nuove municipalità
potranno avere. In proposito l’idea di cominciare una sperimentazione in
una o due zone è vincente. Senza paura e senza temere la sussidiarietà,
il Comune dovrà esercitare il suo ruolo autorevole di regia e
controllo, valorizzando l’immenso tesoro di esperienze e saperi
frammentati e diffusi nella nostra città. Negli anni passati questo
compito è stato colpevolmente trascurato dall’amministrazione comunale e
delegato alle Fondazioni e al terzo settore. Al contrario, dovrà essere
il Comune a facilitare la nascita di reti e collaborazioni, a stimolare
collaborazioni e a dare visibilità a progetti e sperimentazioni.
Un’altra strada da approfondire è quella
dei Consultori famigliari integrati con una forte attenzione alla
collaborazione tra Servizio sociale comunale e Asl, con una formazione
congiunta degli operatori: intercettare i bisogni e orientare le
famiglie è un compito comune che non può più essere affrontato con la
frammentazione e le inefficienze di questi anni. In questi giorni,
grazie al primo Forum delle Politiche sociali è cominciata una
sfida per Milano, quella di esprimere la propria “capacità progettuale”,
il proprio protagonismo, la capacità di orientare e creare esperienza.
E’ stato un ottimo inizio. Ora ci aspetta il compito difficile e
decisivo di scrivere l’agenda concreta del cambiamento.
Lamberto Bertolé*
*Consigliere Comunale PD – Presidente commissione Casa, Demanio e Lavori Pubblici e Sottocommissione Carcere
Da "Arcipelagomilano"