Arrivederci a Macao


Com’è ormai universalmente noto alle ore 6.30 del 15 maggio le forze dell’ordine hanno sgomberato la Torre Galfa, come richiesto dalla proprietà dello stabile.
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MacaoSgombero
Sul progetto Macao si è apeta una parentesi. Non ci sono stati incidenti di sorta, almeno una volta ha prevalso il buon senso sia da una parte che dall’altra.
Del resto gli occupanti hanno definito la loro azione come “non un’occupazione, ma un atto di cittadinanza attiva, per restituire a Milano un immobile vuoto da 15 anni”.

La gestione della Torre era indubbiamente problematica, c’è amianto, c’è pericoloso disuso, c’è anche indifferenza da parte dei più.

Dopo una lunga riunione di Giunta, nel tardo pomeriggio, il sindaco Pisapia è intervenuto tra i giovani che continuano a presidiare dall’esterno la Torre ed ha proposto per Macao l’utilizzo dell’area ex Ansaldo, secondo modalità che restano da definire in ordine di trasparenza e di equità. E’ stato applaudito, con moderazione.

L’opposizione è sul piede di guerra e minaccia sfracelli per far rispettare l’ordine e la legalità.
La vicenda è naturalmente più complessa. È indubbio che la città abbia bisogno di spazi culturali anche e soprattutto informali. È indubbio che esistono luoghi di cultura, su tutti il Teatro Lirico, che rischiano di non riaprire più i battenti. I ragazzi di Macao non hanno fatto altro che mettere il dito della piaga e nella denuncia e nella ricerca di spazi vanno sostenuti dalla città e dal suo governo.

Le fotografie che corredano questo testo, sono state scattate alle ore 11 del 16 maggio.
Sulla via Galvani, bloccata al traffico, poche decine di lavoratori dell’arte discutono sul da farsi, con poca convinzione però. Le forze dell’ordine, tranne qualche riconoscibilissimo agente in borghese, stanno in disparte. Le piante di basilico e di prezzemolo, che avrebbero dovuto costituire l’orto del grattacielo, languiscono nei vasi. Hanno bisogno di acqua.

Arrivederci a Macao.


Dichiarazione pubblicata da Giuliano Pisapia






















Tags:
Macao, occupazione, sgombero, torre Galfa, Via Galvani

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Ho seguito fin dall’inizio da vicino l’occupazione della Torre Galfa. Tutto pareva andare per il meglio, i ragazzi e le ragazze che ne avevano preso possesso si comportavano in modo più che civile unito ad una grande carica di entusiasmo. Era evidente che volevano veramente trasformare quel grattacielo abbandonato da quindici anni in uno spazio dove produrre cultura e trarre idee che coinvolgessero altri giovani artisti producendo un‘occasione importante di creatività e coinvolgimento per la popolazione e la città di Milano.
All’alba di martedì 15 maggio è scattata l’operazione di sgombero da parte delle forze di polizia. Nessuno se l’aspettava così all’immediata. Erano rimasti tutti sorpresi, a cominciare dalla giunta comunale. Di lì a nemmeno un’ora dalla notizia tutto lo slargo davanti al grattacielo era stracolmo di persone che seguivano i movimenti degli uomini della polizia di fronte alla torre sgomberata.
A ‘sto punto cosa si poteva fare? I pessimisti commentavano: "Dove sta il comune?". Di lì a poco è arrivato sul posto Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale.
Dichiarava subito che quel gesto messo in atto dalle forze dell’ordine era insensato e fuori luogo.
Che significato ha "liberare" una torre rimasta disabitata per tanti anni per poi imporre che rimanga vuota e inutilizzata come prima proprio in una città che ha un bisogno enorme di spazi dove fare cultura?
Si susseguivano gli interventi dei partecipanti a quella strana assemblea.
Qualcuno si dimostrava fin troppo eccitato e carico di indignazione, ma la maggior parte dei partecipanti al sit-in era calma; arrivò la notizia via radio che la giunta comunale si era riunita d’urgenza al completo per discutere sul da farsi. In quell’istante ricevevo una telefonata dell’Assessore per la Cultura Stefano Boeri, mi avvertiva che la riunione della giunta comunale procedeva in un clima concitato, "ma alla fine sono certo si troverà l’accordo e immediatamente con il Sindaco si arriverà da voi".
Di lì a qualche ora giunge all’angolo tra via Fara e via Galvani Giuliano Pisapia in persona. Attende calmo che uno dei giovani termini il suo intervento quindi prende la parola ed esprime subito il proprio dissenso su quell’azione che ha costretto i ragazzi ad abbandonare la torre.
Il Sindaco ha gestito l’incontro con molta calma, già al mattino aveva dichiarato di voler dare una risposta positiva nel rispetto delle regole, alla domanda dei ragazzi di spazi per la cultura, la creatività e l’aggregazione giovanile. Qui ribadiva il suo deciso dissenso all’operazione di sgombero e quindi proponeva una soluzione a mio avviso molto positiva, cioè l’utilizzo dell’ex fabbrica Ansaldo di Via Tortona per trarne un grande spazio per realizzare quel programma che i lavoratori dell’arte avevano annunciato il giorno dell’occupazione del grattacielo.
Devo senz’altro applaudire l’intelligenza e la chiarezza con le quali il Sindaco e i suoi collaboratori hanno gestito tutta la situazione davvero difficile che i responsabili della giunta d’opposizione speravano si trasformasse in rissa con gran smacco del Sindaco. Alla fine prendendo tutti in contropiede Giuliano Pisapia ha ribaltato il clima teso in una situazione di calma e positività.
Complimenti, è già un grande risultato. Ora bisognerà non perdere tempo e indire incontri costruttivi e determinanti.


 
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