Extrapulita Associazione promozione sociale, conversazione con il presidente Roberto De Micco

Accade che a volte gli invisibili indossino una pettorina giallo-arancio e che in squadre provvedano a pulire gli scarabocchi sui muri o le strade o i parchi. Succede che, grazie a un efficace progetto, possano tornare ad essere visibili. ()

Extrapulita 1
Qual è l'origine di Extrapulita APS non profit?

Extrapulita è il nome di un progetto inizialmente pensato per Milano e realizzato con successo dalla nostra Amministrazione Comunale come modello d'integrazione sociale per persone fragili, italiani e stranieri. Poi un gruppo di cittadini esperti di consulenza aziendale, di impresa e di terzo settore hanno messo a disposizione le proprie competenze, relazioni, risorse con l'intenzione di diffonderlo nelle città italiane.
“Siamo presenti anche a Modena, Parma, Formigine, Firenze.
A Firenze e Roma abbiamo preso contatto con associazioni di cittadini e i Municipi locali; a Napoli è stato approvato dal Comune, a Palermo, Bologna, Torino abbiamo avviato i contatti.”

Un disegno complesso da realizzare e che quindi richiede una rete di partner?

Il “Consorzio Farsi Prossimo” della Caritas ha creduto dal primo momento nel progetto Extrapulita; a Milano il progetto ha preso nome di “Bella Milano”, stiamo cercando di svilupparlo a Firenze con “Angeli del bello”; a Roma con l'associazione Don Minzoni e la Caritas.
Fa parte di Farsi Prossimo anche “Detto Fatto”, una cooperativa sociale che ha gestito "Bella Milano" e svolge l'attività di cleaning nel privato ed è molto attiva nel campo della sanificazione.
Nostri partners sono Rotary Milano nord, l'Associazione Nazionasle delle Aziende di Pulizia, lì'agenzia del lavoro Openjob, Merits, la Fondazione Welfare Ambrosiana.

Quando è nata MilanoExtrapulita?

Alla fine del 2017 l'allora Assessore Majorino aveva applicato l'idea di Extrapulita con il Consorzio Farsi Prossimo, il progetto fu presentato pubblicamente a Palazzo Marino dal sindaco Sala e gli assessori Majorino e Gramellini . Prese così l'avvio “Bella Milano”, pensato per l'integrazione dei soggetti socialmente più fragili.
La prima trance di fondi ne permise lo sviluppo da dicembre 2017 a settembre 2020.
L' assessore Rabaiotti, con la ripresa delle attività, ripresenterà il bando per la sua prosecuzione.

Che cosa si intende per soggetti socialmente fragili e che cosa viene offerto loro con questi progetti?

Abbiamo pensato a persone, sia italiani che stranieri, che per cause diverse non riescono a inserirsi nel mondo del lavoro e progressivamente perdono la capacità di reagire alla loro situazione disagiata.
Il progetto punta all'integrazione e inserimento nel lavoro e nella società, restituendo loro la dignità attraverso il lavoro e rendendo economicamente e socialmente sostenibile la cura delle “Bellezze d'Italia”. I loro compiti sono diversi: mantenere puliti parchi, giardini, strade; dare risalto al "Bello" della città; come detto la cooperativa sociale "Detto Fatto", che provvede alla sanificazione dei locali delle ditte, impiega anche persone che provengono dal progetto di integrazione sociale "Bella Milano" e hanno trovato inserimento lavorativo con questa cooperativa.

Il progetto si replica identico nelle altre città italiane?

Tutt'altro, il progetto si modifica nell'estensione in ogni altra città. A Firenze, pensando a chi restava senza lavoro a causa del Covid 19: addetti alla ristorazione, al turismo, all'arte, alla musica, stiamo lavorando per questo con la Fondazione "Angeli del Bello" che conta più di 3500 persone, si è allargato oltre il decoro urbano. Queste persone hanno contribuito a distruibuire le mascherine ai cittadini insieme agli addetti comunali, dopo averle confezionate.

In questo periodo di turbolenza sociale, in cui agli stranieri vengono attribuiti tutti i mali del mondo, come è possibile superare questo tipo di conflitti?

Questi gruppi misti di italiani e stranieri nel confronto guadagnano il rispetto reciproco. Gli italiani, padroni della lingua, aumentano la fiducia in se stessi nel divenire tutor degli stranieri, i quali a loro volta praticano e migliorano la competenza linguistica e la fiducia in se'.

I cittadini, che vedono il gruppo misto, rispondono anche loro più positivamente e le persone si integrano più facilmente.

"Come si sviluppa la fase 1: cura dell'ambiente e la fase 2: formazione e inserimento lavorativo?

La prima fase comprende una formazione di base e la cura del territorio. Con la seconda si passa all'orientamento, la formazione professionale , il tirocinio e infine l'inserimento lavorativo.

Certo nei limiti del possibile.

Il Percorso d'integrazione comporta che sia possibile il mantenimento economico dei soggetti. Come riuscite a provvedere alla raccolta fondi?

La nostra associazione Extrapulita finora si è mantenuta con donazioni dei propri soci e fondi donati dalla Fondazione Cariplo. A Milano le persone socialmente fragili coinvolte in Bella Milano hanno usufruito dei fondi comunali e ottenuto borse lavoro per importi di 400/500 euro. C'è anche il nostro patner Merits che, con procedura innovativa, ha messo a disposizione del comune una piattaforma tecnologica con cui accreditare sui telefonini le cifre dei premi di buona volontà, da utilizzare in negozi prestabiliti dal comune, ai quali a fine mese vengono risarcite le cifre. Si parla di piccoli importi.

Il progetto è stato presentato da Majorino anche in sede Unione Europea nel 2019, come progetto di successo del Comune di Milano e della cittadinanza attiva della nostra città. Il Presidente del Parlamento Europeo auspica che ci siano progetti pragmatici a favore di categorie deboli da sostenere con fondi UE.

Ci auguriamo che questo modello di intervento si diffonda sempre di più.

La ripresa dei nostri progetti dipende quindi da quando arriveranno i fondi.

È possibile seguire l'ideazione e l'attuazione di Extrapulita su Facebook

o su internet : www.extrapulita.net




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