I cittadini fanno squadra

Sono sempre più numerosi i comitati di quartiere, le associazioni, i gruppi informali costituiti dai cittadini in difesa del verde, del territorio, dell’ambiente. Sabato 22 febbraio si sono incontrati per confrontarsi, conoscersi e condividere obiettivi comuni, proporre alla cittadinanza milanese un modello di sviluppo che non è quello raccontato e perseguito dall’attuale amministrazione. Nasce una rete per Milano a misura dei cittadini. ()

immilanoverdeNella sede di Lato B, un circolo culturale presente a Milano da anni, si è svolto la scorsa settimana un primo incontro che ha visto la partecipazione di molti tra i tanti gruppi di cittadini che recentemente hanno manifestato la propria opposizione agli interventi sul territorio delle “pubbliche autorità”, scendendo in piazza per difendere un pezzo di verde, un parco pubblico, progetti di trasferimento di strutture pubbliche essenziali, università e ospedali, trasformazioni urbanistiche speculative di cui nessun cittadino sente l’esigenza, nell'interesse esclusivo di pochi a danno di molti.

In tante zone della città dove aree verdi, piazze, giardini vengono destinati a consumo di suolo e cementificazione, altri direbbero agli insediamenti che renderanno Milano più appetibile, più accogliente, più inclusiva, i cittadini si sono attivati dal basso creando movimenti, prima per opporre resistenza, poi per rivendicare scelte e soluzioni adeguate alle esigenze di salvaguardia della salute, del benessere e della vivibilità per le persone che in quelle zone oggi vivono e in cui si spera potranno continuare a vivere le generazioni future.

Gli esempi sono molti, troppi, si va da Piazza d’Armi, la grande area verde dismessa dal Ministero della Difesa, in zona ovest, alla Goccia della Bovisa, in zona nord, agli ex scali ferroviari, 7 grandi aree dismesse dalle Ferrovie dello Stato, la cui trasformazione avrà un fortissimo impatto sulla città, a Città Studi, col trasferimento delle facoltà della Statale all’area ex Expo, degli Istituti Ospedalieri Besta e dei Tumori a Sesto S.Giovanni, alla distruzione del parco Bassini, in zona est, alla minaccia di chiusura degli Ospedali S. Paolo e S. Carlo, al progetto di demolizione dello stadio Meazza a San Siro, alle mire sull’Ippodromo, agli interventi sulle aree verdi di Piazzale Baiamonti, e altri ancora.

L’esigenza di far fronte comune a questo, per certi aspetti, folle nel momento attuale, modello di sviluppo, ha fatto prendere atto ai comitati, alle associazioni, ai cittadini stanchi di rimanere inascoltati, che occorre far sentire le propria voce. La comunicazione ufficiale che passa attraverso giornali e media è soltanto un megafono che riproduce “His Master’s Voice”, la Voce del Padrone.
La partecipazione dei cittadini è affidata ad un Assessorato, che sembra fatto apposta per svuotare di contenuti la partecipazione stessa e rappresenta la foglia di fico destinata a coprire le reali intenzioni di un’amministrazione che non vuole in realtà intromissioni nelle scelte e nelle decisioni prese dall’alto, nell’esercizio di un potere del tutto discrezionale, un vero ribaltamento delle basi della democrazia.
Una democrazia che dovrebbe nascere innazitutto a livello locale, nei Municipi, ridotti dall’ultima revisione del Regolamento comunale a non-luoghi, strutture del tutto inutili, dove non si decide nulla e da cui i cittadini si tengono ben lontani. E dove, come è successo nell’ultimo Consiglio del Municipio 3 si è lasciata cadere nel vuoto una mozione della minoranza, che pur priva di alcuna efficacia, avrebbe fatto rimarcato in sede locale le istanze dei cittadini e dato riscontro a quanto sta avvenendo nella realtà della zona.

In fondo non ci sarebbe da meravigliarsi, è la solita storia, le mani sulla città è da sempre che vengono messe, quindi ordinaria amministrazione.
Solo che siamo arrivati a sette miliardi e tra poco, si dice, saremo dieci miliardi a spartirci sempre meno verde, meno aria pulita, meno natura necessaria a sostenere la vita, se il modello di sviluppo non cambia, ma di questo sembra che alla “politica” poco importi, ai cittadini invece sì.
La rete per Milano servirà a questo.


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