Verso il 3° sciopero globale per il clima

La situazione ambientale del pianeta è allarmante. I giovani di FridaysForFuture aumentano il loro impegno in tutto il mondo, non si può lasciarli soli, hanno bisogno di sostegno e collaborazione. ()

Sciopero lavoratori
."Il giorno in cui il capitalismo sarà costretto a tollerare le società non capitaliste e a riconoscere limiti nella propria ricerca del controllo, il giorno in cui sarà obbligato a riconoscere che i suoi approvvigionamenti di materie prime non sono illimitati sarà il giorno del cambiamento. Se c'è una qualche speranza per il mondo, non risiede nelle sale conferenze sul cambiamento climatico o nelle città dagli edifici alti. Sta in basso, a livello del terreno, in quanti combattono ogni giorno per proteggere le loro foreste, le loro montagne e i loro fiumi perché sanno che le foreste, le montagne e i fiumi li proteggono. Il primo passo per reimmaginare un mondo ormai terribilmente sbagliato sarebbe smetterla di annientare coloro che hanno un'immaginazione differente, un'immaginazione estranea al capitalismo come al comunismo. Un'immaginazione che ha una comprensione del tutto diversa di che cosa sono la felicità e la soddisfazione. Per ottenere questo spazio filosofico, è necessario concedere spazio fisico per la sopravvivenza di quanti possono sembrare i custodi del nostro passato, e invece potrebbero davvero essere le guide per il nostro futuro" , i giovani di FridaysForFuture (FFF) citano, nella loro pagina Facebook, queste significative e attuali parole di Arundhati Roy - scrittrice indiana, attivista politica, impegnata per i diritti umani, civili, l’ambiente e tanto altro - tratte dal suo breve saggio The Trickledown Revolution, 2010, dove parla del drammatico ed irrisolto problema della spoliazione, da parte dello Stato, delle terre indigene indiane per far posto a grandi compagnie e multinazionali che, per l’estrazione di materie prime, distruggono foreste e inquinano. I diritti, le leggi e gli statuti, che comunque esistono, sono stati spesso disattesi e le popolazioni sfrattate che protestano e scioperano vengono duramente e violentemente represse, ci sono stati anche non pochi morti.
La citazione rimanda ovviamente alla odierna situazione brasiliana. Non si sono fermati infatti i FFF e nonostante questa ‘calda estate’ - calda da tutti i punti di vista, anzi bollente, non solo in Italia, ma in tutto il mondo - hanno continuato ad animare i loro venerdì , sebbene in numero ridotto a causa delle vacanze estive, e le iniziative sono continuate un po’ ovunque sul pianeta. Ma andiamo per ordine.

In luglio, dopo la grande festa del giorno 6 in P.le Baiamonti a Milano, hanno partecipato all’incontro di chiusura di una “settimana eco virtuosa” sull’emergenza climatica , organizzata dalla fondazione Casa della Carità A. Abriani (Don Colmegna) a cui ha preso parte l’assessore alla Mobilità e all'Ambiente , Marco Granelli . Ne hanno condiviso punti, richieste e suggerimenti dibattuti e molto apprezzate sono state le considerazioni finali di Don Colmegna sull’urgente necessità di abbandonare una visione individualistica dei nostri comportamenti per poter cambiare davvero le cose e sulla inaccettabile consapevolezza che i cambiamenti climatici – come si sottolinea ormai da più parti - danneggeranno maggiormente chi ha meno possibilità economiche e quindi meno mezzi per procurarsi una vita dignitosa, cioè non si tratterà solo di una questione ambientale, ma anche di una questione sociale. Ritengono invece che i provvedimenti programmati dal Comune dopo la dichiarazione di Emergenza Climatica - a parte la prevista fornitura di 250 nuovi autobus a trazione elettrica, che entreranno in funzione dal giugno 2020 - siano del tutto insufficienti per invertire la rotta e stanno preparando la medesima richiesta di Emergenza per la Regione Lombardia, una delle più inquinate d’Italia e d’Europa.
In Agosto poi, hanno partecipato a SMILE, 2° summit internazionale di FFF a Losanna – ospiti dell’Università che ha messo a loro disposizione sale, strutture, personale. Gli oltre 400 giovani attivisti , insieme ad importanti ospiti del mondo della scienza e della cultura, hanno elaborato la "Dichiarazione Climatica di Losanna" con l’obiettivo di “creare una base paneuropea del movimento” e “discutere in merito alle future azioni comuni per fare pressione sulle istituzioni e sulla società” e presentato 3 richieste chiave: 1) Assicurare Giustizia Climatica ed Equità; 2) Mantenere l'aumento di temperatura media globale sotto i 1.5 °C rispetto ai livelli preindustriali; 3) Ascoltare la migliore Scienza unita disponibile. Un terzo summit è già in preparazione.

Fin dal suo inizio hanno ovviamente seguito con speranza e passione il viaggio di Greta Thunberg in barca a vela verso gli Stati Uniti dove parteciperà e parlerà all’Assemblea dell’ ONU. Questo viaggio – fatto per evitare di prendere un volo – è sicuramente un gesto simbolico, ma ha avuto il merito di evidenziare e far parlare, come mai prima d’ora, del problema del forte inquinamento provocato dagli aerei.
Insomma, i motivi per continuare a lottare non solo non diminuiscono, ma anzi aumentano e sono sotto gli occhi di tutti noi. In agosto sono state trovate oltre 200 renne morte per carestia causata dai cambiamenti climatici; in Alaska, un fiume pieno di salmoni morti a causa dell'eccessivo calore, prima che potessero arrivare alla sorgente e deporre le loro uova; 500 milioni di api morte negli ultimi tre mesi in Brasile; siccità, piogge estreme, incendi in ogni parte del mondo e che dire dell’estinzione di un ghiacciaio in Islanda dove si è arrivati al paradosso di fargli un vero funerale con tanto di corteo – a cui hanno partecipato politici e scienziati - e lapide commemorativa a monito di futuri sconvolgimenti, perché se si va avanti così, dicono gli esperti, sono a rischio scioglimento altri 400 ghiacciai. Per non parlare dell’inverosimile circolo vizioso dello scioglimento del permafrost - immensi territori perennemente ghiacciati, situati soprattutto nelle regioni artiche - che, essendo pieni di materiale organico, scongelandosi rilascerebbero enormi quantità di gas metano surriscaldando ulteriormente il pianeta! Per chi volesse approfondire questo argomento segnaliamo il link, preso dalla pagina Facebook di FFF Milano, ad una esaustiva intervista all’esperto di Artico Marzio Mian (autore fra l’altro del libro “Artico. La battaglia per il grande Nord”, Neri Pozza, 2017) dove si evidenzia come i cambiamenti climatici, aprendo nuove vie, accesso a risorse (petrolio, pesca, turismo) , rotte commerciali, ecc. attorno a cui i grandi attori, Cina in testa, ma anche Stati Uniti e Russia, stanno già muovendosi, potrebbero portare a scenari conflittuali di non poco conto.

Ma non bastassero i disastri naturali – in ogni caso conseguenza dei nostri comportamenti – si aggiungono quelli deliberatamente decisi e programmati come gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia. Teniamo presente che la conservazione di ecosistemi che catturano grandi quantità di carbonio, come appunto le foreste, sono fra le misure che hanno un impatto più immediato, efficace ed economico rispetto ad altre misure più a lungo termine. Venerdì 23 agosto i FFF locali si sono trovati davanti al consolato brasiliano e, insieme ad altre manifestazioni in tutto il mondo, hanno protestato contro il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, accusato di essere il mandante dei roghi provocati per far posto a coltivazioni intensive, allevamenti e sfruttamenti minerari a beneficio economico del Brasile e di grandi multinazionali mondiali. Manifestazioni organizzate anche per solidarizzare con quelle delle donne indigene dell'Amazzonia che, alla testa di una immensa folla, hanno riempito le strade brasiliane per difendere la loro terra in fiamme!
Il paragone è scontato, ma la foto a fianco ricorda ‘Il quarto stato’ di Pellizza da Volpedo.

Riempiamo le strade anche noi, la settima prossima, per il 3° sciopero mondiale venerdì 27 settembre!


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