Ibsen vs Strindberg

In scena sino all’11 marzo “Casa di bambola” di Ibsen al Teatro Menotti e “Danza macabra” di Strindberg all’Elfo. Confronto obbligato tra due drammi che autorevolmente preludono al teatro del ‘900. ()

casa di bambola immagine
Per un curioso caso sono contemporaneamente in scena, in due diversi teatri della nostra zona, due capolavori del teatro borghese di fine ‘800. Gli autori sono espressione di quella cultura del profondo nord che ha segnato un significativo percorso di coscienza sociale che, nel bene e nel male, è arrivato persino sino a noi.

Il norvegese Henrik Ibsen e lo svedese August Strindberg sono ad ogni buon conto considerati a pieno titolo “fondatori” della drammaturgia moderna e con loro si sono confrontati tutti coloro che, dopo di loro, si sono cimentati con il teatro di realismo borghese.
La lettura che Roberto Valerio, anche in scena nel ruolo del marito, dà di “Casa di bambola” (1879) sembra essere in perfetta sintonia con il testo originale, con forse un’accentuata rilettura onirica della presa di coscienza della protagonista Nora (Valentina Sperlì), passivamente succube di un mondo a direzione esclusivamente maschile. Prenderà coscienza sino alle estreme conseguenze?

Si inserisce invece nel solco del grottesco l’interpretazione che Luca Ronconi, in una delle sue ultime regie, ha dato di “Danza Macabra” (1900) dove la vicenda si sviluppa sull’antagonismo dilaniante tra una moglie (Adriana Asti) e un marito (Giorgio Ferrara) con la intrigante complicità del fatto che i due interpreti sono effettivamente marito e moglie nella vita.
La presenza di un personaggio terzo (interpretato da Giovanni Crippa) permette alla coppia di dare il peggio di sé. La vita coniugale come un inferno? Forse, ma ci si diverte.

Se in “Casa di bambola” la scenografia sembra proprio richiamare un gioco infantile con cassetti, cassettini e scale mobili, in “Danza Macabra” predomina il dark degli arredi (e dei costumi) degli interpreti, al punto di richiamare esplicitamente il clima e gli ambienti della famigerata famiglia Addams.
In entrambi i casi si tratta di teatro alto che impone una doverosa riflessione sul ruolo della famiglia e della società che la determina e la ispira. Allora come ora.
Qualcuno si vuole cimentare nell’accoppiata?

Elfo Puccini
“Danza Macabra”
di August Strindberg
Regia di Luca Ronconi
Scene di Marco Rossi
Con Adriana Asti, Giorgio Ferrara, Giovanni Crippa

Teatro Menotti
“Casa di bambola”
di Henrick Ibsen
Regia di Roberto Valerio
Scene di Giorgio Gori
Con Valentina Sperlì, Robero Valerio, Michele Nani, Massimo Grigò, Carlotta Viscovo




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