Al via l'edizione 2017 di Filmmaker Festival Internazionale Film Festival

Ennesima edizione di Filmmaker, festival di cinema indipendente, d’avanguardia, di ricerca, ma non solo. Dall’1 al 10 dicembre presso Spazio Oberdan, Arcobaleno Film Center e Casa del Pane.

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Porta Venezia è sempre più la casa del cinema di ricerca e di sperimentazione grazie al Filmmaker International Film Festival che presenterà i suoi film, destinati ad animare la scena di un certo cinema documentario di ricerca, ma anche di scoperta, dall’1 al 10 dicembre.

I numeri dicono che saranno complessivamente presentate 103 opere di cui 21 in anteprima assoluta e 20 in anteprima italiana suddivise in 9 sezioni che vanno dal “Concorso internazionale” al “Fuori concorso”, dal “Concorso Prospettive” agli omaggi ad Alberto Grifi e Francesco Ballo.

Per gli amanti, gli studiosi o appassionati del genere c’è materia, molta, tanta materia.

Giusto per smentirsi (almeno in parte), l’apertura del festival è affidata al film francese “L’Atelier” (2017) di Laurent Cantet (già vincitore a Cannes della Palma d’Oro con il film “La classe” nel 2008), una fiction incentrata su una lettura personale (dell’autore) della condizione giovanile ai nostri giorni.

La chiusura è invece prevista con il film italiano “Nato a Casal di Principe” (2017) di Bruno Oliviero che ha qualche parentela argomentativa con il “Gomorra” in programmazione televisiva.

Tra gli undici film del “Concorso internazionale” (la Giuria, composta da Marina Spada, Paola Piacenza e Stefano Valenti attribuirà un primo premio pari a € 3000) il filo rosso sembra essere quello dell’identità tra migranti invisibili e sperimentatori di democrazia, xenofobia e fantasie di natura corporale.

Da vedere, per capire.

Nella sezione “Fuori concorso”, si sottolinea la presenza di tre autrici già note al pubblico milanese: Lara Fremder (“Santa Fe” con la partecipazione di Federica Fracassi), Monica Strambini (“Lady Oscar”) e Gaia Giani (“La zona oscura”).

In evidenza anche il “Concorso Prospettive” in cui sono in competizione 15 titoli che rappresentano, o vorrebbero rappresentare, il meglio del cinema italiano under 35. E qui le speranze riposte sono tante visto lo stato preoccupante del nostro cinema.

In Giuria, Gianfilippo Pedote, padre fondatore con Silvano Cavatorta di Filmmaker nell’ormai lontano 1980.

A seguire, altre decine e decine di opere che si consiglia di andare a scoprire consultando il sito del festival www.filmmakerfest.com ma, soprattutto, partecipando alle proiezioni previste presso Spazio Oberdan e l’Arcobaleno Film Center.

Più che interessante, se non addirittura doverosa, la retrospettiva dedicata ad Alberto Grifi, uno dei padri del cinema sperimentale in Italia. Da vedere o rivedere “Anna” (1972-1975), il suo lavoro più noto.

Da seguire anche l’omaggio che il Festival fa a Francesco Ballo, storico docente di storia del cinema e del video all’Accademia di belle arti di Brera, tra i massimi studiosi ed esperti di Buster Keaton, autore di importanti volumi sulla storia del cinema e di numerosi film tra ricerca e sperimentazione.

Infine è prevista anche una master class curata da Michelangelo Frammartino, filmmaker tra i più accreditati in Italia.

In estrema sintesi, ecco quello che ci attende in un Festival solitamente molto frequentato da un pubblico giovane che, pur con qualche aristocraticità di troppo, costituisce pur sempre un riferimento portante per chi segue un cinema non banale e non necessariamente commerciale.

Buio in sala.




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