I comitati x Milano e la democrazia partecipata. Un dibattito aperto


È in programma nei prossimi giorni un incontro dei ComitatixMilano con il Sindaco, incontro che vuole essere un'occasione di riflessione sull'attività del movimento e di confronto con l'amministrazione che governa la città. Propongo allora queste mie osservazioni personali, che non rappresentano la posizione dei ComitatixMilano, ma che, condivise o meno, possono comunque stimolare il dibattito e le riflessioni di ognuno.
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comitati1La decisione di dar vita ai Comitati per Milano è maturata dopo l'esito delle elezioni comunali per non disperdere l'entusiasmo e le energie con cui migliaia di sostenitori avevano collaborato alla elaborazione del programma per il futuro governo della città e con cui decine di migliaia di cittadini avevano sostenuto con passione la campagna elettorale.

Si voleva dare continuità alla partecipazione che Giuliano Pisapia aveva saputo raccogliere intorno a sé e alla coalizione di centro-sinistra, proponendo una visione della politica come ricerca ed attuazione del bene comune, per far diventare Milano una città dove il lavoro, la cultura e la qualità della vita diventassero i beni essenziali da perseguire.

Un radicale cambiamento rispetto alla politica con cui era stata sino ad allora guidata la città, politica che ha fatto prevalere interessi di parte, interessi considerati prevalenti rispetto ad altri in quanto supposti minoritari, una politica di contrapposizione e contrasto invece che di ricerca di finalità ed interessi condivisi.

I ComitatixMilano e i cittadini
Per attuare concretamente questa visione della politica come realizzazione del bene comune è evidente che il metodo non può che essere quello di aprire un confronto con i cittadini, confronto che richiede ascolto ed attenzione da parte dell'amministrazione, instaurando un rapporto dialettico senza il quale non si può attuare una democrazia reale in un sistema di democrazia rappresentativa, dove la dimensione del territorio e la complessità del sistema non consentono ovviamente forme di democrazia diretta, dove non è pensabile una partecipazione diretta dei cittadini alle scelte che riguardano la salute, la scuola, il lavoro, l'ambiante, il territorio, la solidarietà verso i bisogni, insomma tutto ciò che riguarda la qualità della vita personale e sociale nell'ambito locale.

I Comitati per Milano si sono costituiti quindi con il preciso scopo di dare vita a forme praticabili di democrazia partecipativa per realizzare una città solidale, viva ed aperta, come la vogliamo per noi e per i nostri figli, raccogliendo la sfida di un'amministrazione che si è dichiarata disponibile a questo percorso, da ricreare ex novo, sia perché del tutto abbandonato negli anni scorsi, sia perché in effetti poco comune nella storia del nostro paese.

I Comitati per Milano vogliono operare con i cittadini per i cittadini , nell'ambito delle possibilità e competenze di tutti coloro che hanno cura di impegnarsi perché i disagi siano alleviati, l'aria sia più pulita, le piazze più verdi, i servizi più rispondenti alle esigenze degli utenti.

I comitati vogliono essere aperti, inclusivi e non esclusivi, e saranno in grado di attuare l' obiettivo che si sono posti nella misura in cui sapranno raccogliere una partecipazione ampia, rappresentativa della cittadinanza tutta, non solo di alcune élites o di minoranze autoreferenziali o di interessi di parte.

Questa è la proposta rivolta ai cittadini e la vera sfida che i ComitatixMilano devono affrontare, oltre a quella di sapersi confrontare con l'amministrazione su azioni concrete, sempre esercitando un doveroso diritto di critica; ossia per citare Wittgenstein: «Che cos'è la critica? L'arte di non essere eccessivamente governati».

I ComitatixMilano e l'amministrazione
I ComitatixMilano si sono organizzati autonomamente zona per zona, ed in alcune zone nei quartieri, creando tra gli aderenti gruppi di lavoro per sviluppare temi di interesse comune grazie al contributo di ciascuno (temo come il piano di sviluppo del territorio, la scuola, la cura dell'ambiente, le attività sportive, e così via). Nei gruppi si discutono e promuovono idee, iniziative, incontri per entrare in rapporto con i cittadini e le numerose associazioni di ogni genere presenti nel contesto cittadino, creando un tessuto di relazioni allargato, per diffondere una cultura della partecipazione alla vita della città basata sulla pratica delle cose da fare. I Comitati vogliono offrire l'ambito in cui i cittadini possano proporre e sviluppare azioni concrete, coinvolgendo le istituzioni, per migliorare la città.
Per partecipare occorre essere informati e i Comitati si sono quindi attivati per essere presenti nella sede dell'amministrazione più vicina, quella dei Consigli di Zona.
I Consigli di zona furono creati senza poi venir dotati delle deleghe necessarie ad attuare i compiti per cui erano stati istituiti e che avrebbero consentito di dare concretezza alla partecipazione dei cittadini partendo dal livello più prossimo alle esigenze locali. Un esempio basti: se le passate amministrazioni di destra avessero deciso di realizzare il piano parcheggi sotterranei confrontandosi coi cittadini nei Consigli zona per zona, su proposte concrete e coinvolgendo le parti in causa, non avremmo certo avuto lo scempio di piazze e giardini, le inefficienze, le speculazioni ed i danni subiti da moltissimi. Certo sarebbe stato necessario dare adeguate informazioni sui progetti ed avviare procedure trasparenti, ma invocando l'emergenza, il piano parcheggi è stato deliberato ignorando totalmente l'ambito locale con i risultati che conosciamo. Con la nuova amministrazione ci attendiamo che ai Consigli di zona vengano attribuite in pieno le competenze per cui furono istituiti. In questa prospettiva i Comitati intendono promuovere la conoscenza e consapevolezza dei temi in discussione con spirito propositivo e non semplicemente protestatario, poiché in una società civile i cittadini devono pretendere di essere prima informati e poi resi partecipi delle scelte operate dall'alto e questo deve avvenire partendo dal basso, dal livello locale.

I ComitatixMilano e i partiti
I ComitatixMilano sono nati in seguito a una partecipazione di natura prettamente politica, come la campagna elettorale, ma non hanno e non chiedono alcuna rappresentanza politica, in quanto tale, presso l'amministrazione cittadina, hanno scelto di costituirsi in un movimento aperto e indipendente, a cui liberamente aderire, se ne si condivide lo spirito informatore.

È di per sé evidente che i ComitatixMilano non possono avere alcun interesse ad agire come forza politica, se intendono promuovere una qualsiasi forma di democrazia partecipata che coinvolga nella misura più ampia possibile la cittadinanza e che coinvolga tutte le associazioni di cittadini interessate a promuovere gli stessi obiettivi.

L'affermazione di una visione di parte, che implica un'adesione a quella parte escludendo l'inclusione di altri, anche se in vista di obiettivi simili, sarebbe in antitesi alla pretesa di attuare forme di democrazia partecipativa dei cittadini in quanto tali, e non militanti politici.

Penso (e  ho letto proprio in questi giorni) quello che Simone Weil scrisse nel 1943: «Un partito politico è una macchina volta a costruire una passione collettiva. Un partito politico è una organizzazione costruita in modo da esercitare una pressione collettiva sul pensiero di ogni essere umano che ne sia membro. Il primo fine, e, in ultima analisi, il solo fine di ciascun partito politico è la sua propria espansione e questa senza che si dia un limite. Questo triplice carattere fa sì che ogni partito sia totalitario, in nuce e come progetto. Se nei fatti non lo è, è solo in conseguenza del fatto che gli altri partiti non lo sono meno di lui».

Se questo è vero, e mi pare che la situazione presente lo dimostri assolutamente vero, abbiamo bisogno di un antidoto, e non vedo altro antidoto, che una forte presenza e partecipazione democratica dei cittadini alla vita sociale.

 

La carta fondativa dei Comitati x Milano



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comitati incontrano Pisapia

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Re: I comitati x Milano e la democrazia partecipata. Un dibattito aperto
09/11/2012 Carlo Maria Castoldi
Condivido quanto detto nell'articolo. Sono curioso di sapere cosa pensa l'autore del problema della costruzione di Edilizia Residenziale Universitaria del Politecnico di Milano in via Einstein 6. Lo chiedo a nome mio e dei cittadini che hanno fatto già 2 petizioni al nostro Sindaco, dott.Avv.Giuliano Pisapia,corredate da più di 1000 firme, senza ottenere risposta.
Carlo Castoldi a nome del Comitato dei cittadini contro la costruzione di ecomostro in via Einstein 6 e la distruzione degli alberi ada alto fusto e del giardino


Re: I comitati x Milano e la democrazia partecipata. Un dibattito aperto
09/11/2012 Carlo Maria Castoldi
Condivido quanto detto nell'articolo. Sono curioso di sapere cosa pensa l'autore del problema della costruzione di Edilizia Residenziale Universitaria del Politecnico di Milano in via Einstein 6. Lo chiedo a nome mio e dei cittadini che hanno fatto già 2 petizioni al nostro Sindaco, dott.Avv.Giuliano Pisapia,corredate da più di 1000 firme, senza ottenere risposta.
Carlo Castoldi a nome del Comitato dei cittadini contro la costruzione di ecomostro in via Einstein 6 e la distruzione degli alberi ada alto fusto e del giardino


Re: I comitati x Milano e la democrazia partecipata. Un dibattito aperto
18/04/2012 Nicoletta
Come Erica sono d'accordo anch'io con te.In più l'associazione ComitatixMilano è fortemente osteggiata nel suo agire proprio perchè individuata come "partito".
Penso stia soprattutto a chi ne è responsabile di fornire ai singoli comitati e relativi gruppi tematici i modi e le forme per poter continuare a lavorare evitando di essere catalogati ed esclusi: una riflessione su questo è assolutamente necessaria, tutti ci riconosciamo nei comitati ma non vogliamo creare separatismi all'interno d'esperienze che vogliono e devono creare partecipazione.
Il lavoro volontario e appassionato di tanti rischia di svanire contro una rigidità preconcetta di altri.
Ragioniamoci insieme.
Nicoletta


Re: I comitati x Milano e la democrazia partecipata. Un dibattito aperto
15/04/2012 Enrica
Condivido ciò che dici nelle tue riflessioni.
Il problema è che sta passando l'anno dalle elezioni amm.ve ed ancora non siamo riusciti comunicare con i cittadini se non su alcuni argomenti. Credo che i comitati non siano riconoscibili e conosciuti dai cittadini per cui il problema è:
-non basta l'informazione via internet
-è necessaria una sede in ogni zona dove chiunque ,anche chi non usa il computer, si possa avvicinare e partecipare .
-per ultimo e non ultimo bisogna trovare la strada giusta per colloquiare con i CDZ.
-mi auguro che si instauri nei comitati un vero spirito collaborativo,senza protagonismi inutili e dannosi,ma anzi ci sia generosità nel mettere a disposizione le proprie competenze,esperienze ed energie per loscopo finale:fare da cerniera tra l'amministrazione e i cittadini.


 
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