La ragazza della nebbia

Grande perplessità per un thriller d’ambientazione montana che suscita l’immediato sospetto di déjà vu. ()

la ragazza della nebbia immagine

Ancora una volta al cinema (ma non solo lì) nulla è come appare. In una paradigmatica comunità alpina, un poliziotto pieno di sé conduce un’indagine ben oltre i limiti della legge per scoprire il colpevole del rapimento di una ragazzina di 16 anni.

Fatto salvo il solito déjà vu, sgomenta (si fa per dire) l’affardellarsi delle vicende che si intrecciano tra di loro e si sovrappongono attraverso personaggi che sembrano estratti da un’antologia (molto televisiva) del noir: il poliziotto vanitoso, il professore frustrato con famiglia problematica appresso, la poliziotta locale dotata di colbacco con paraorecchie come la protagonista di “Fargo” (anche in questo caso c’è tanta neve), oltre a giornalisti assatanati alla ricerca di straordinari scoop.

Oltre due ore di indagini sconclusionate con una sorpresa (?) finale che fa cadere le braccia. E di più non è concesso dire.

Per questa bella impresa ci si sono messi in molti e tutti con notevole pedigree a partire dal regista Donato Carrisi, al suo primo film, che in veste di scrittore (il film è tratto naturalmente da un suo romanzo) ha venduto milioni di copie dei suoi libri, per non tacere di Toni Servillo, acclamato primattore d’Italia, Alessio Boni, Galatea Ranzi, Michela Cescon e il divo d’Oltralpe Jean Reno che recita in italiano con simpatico accento personale .

Sia la ragazza che la nebbia hanno ben poco peso.

Si può anche non vedere.


In programmazione al cinema Plinius.



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