Cannes e d'intorni 2017

Dedicata a Morando Morandini l’annuale rassegna cinematografica dei film provenienti da Cannes e dai dintorni. Organizzano, almeno da quando la Provincia di Milano è defunta, Agis e Comune di Milano. Sempre di buon cinema si tratta. Dal 17 al 23 giugno, “le vie del cinema” in alcune sale milanesi. ()

la redoutable immagine

Le cronache dalla Croisette hanno parlato di edizione loffia (floscia in traduzione eufemistica) del Festival di Cannes 2017. Il film vincitore “The Square” dello svedese Ruben Óstlund sembra sia stato rimesso in cantiere dal regista per via della durata eccessiva e poco altro è assunto agli onori delle cronache se non i premi alle solite note Nicole Kidman e Sofia Coppola.

Un premio anche al cinema italiano, ma non nella sezione ufficiale, per l’interpretazione di Jasmine Trinca in “Fortunata” di Sergio Castellitto presentato nella sezione “Un Certain Regard”.

Con tutto ciò o ciò malgrado, Agis e Comune di Milano sono riusciti a costruire un buon palinsesto di 23 film in gran parte provenienti dalla sezione “Quinzaine des Rèalisateur” che, come noto, è la fucina del nuovo cinema che spesso si coniuga con l’aggettivo interessante.

Dal concorso, con la giuria presieduta da Pedro Almodovar, quattro film importanti tra cui il Premio della giuria “Loveless” di Andrey Zvyagintsev (Russia) e il Grand Prix della giuria “120 battements par minute” di Robin Campillo (Francia).

In programma, tra gli altri, il curioso “Le redoutable” di Michel Hazanavicius (Francia), ironicamente dedicato al padre nobile Jean-Luc Godard, il pluripremiato (in precedenti edizioni del festival) Michael Haneke con “Happy End” (Francia, Austria, Germania), “L’amant d’un jour” di Philippe Garrel, autore amato dai cinefili, e “West of the Jordan River” dell’israeliano Amos Gitai.

Almeno due film italiani da segnalare, entrambi nella Quinzaine, “Cuori puri” di Roberto de Paolis che ha già avuto un discreto successo sugli schermi nostrani (qui presentato con audiodescrizione e sottotitoli per via di un meritorio progetto di “Cinema senza barriere” a cura di Aiace) e “L’intrusa” di Leonardo dii Costanzo convincente prova di cinema ai limiti del documentario che costringe a profonde riflessioni sul sottile confine tra il bene e il male in una Napoli lucidamente contemporanea ma senza eccessi di sorta.

Tra i “dintorni”, proveniente dal Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina, doveroso segnalare la proiezione di “Wallay” di Berni Goldblat (Francia, Burkina Faso, Qatar) alle ore 16 del 23 giugno al Cinema Palestrina a cui assisteranno, su invito degli organizzatori, anche alcuni ragazzi ospiti del Centro di accoglienza di via Corelli.

Dal Torino Film Festival arriva invece “Chi mi ha incontrato, non mi ha visto” di Bruno Bigoni, che indaga su una presunta fotografia scattata in ospedale a Arthur Rimbaud poco prima che morisse.

Per la programmazione completa e per le modalità di accesso ai film è doveroso consultare www.lombardiaspettacolo.com

I cinema di zona 3 coinvolti sono Arcobaleno e Palestrina, mentre le altre sale sono Colosseo, Anteo e CineMagenta 63.

La stagione particolarmente calda forse non spinge ad andare al cinema, ma un buon film è pur sempre un buon film, anche d’estate. L’aria condizionata è naturalmente garantita.


p.s. Veramente notevole il trailer de “le vie del cinema” realizzato da Francesco Clerici su acquerelli di Velasco Vitali.



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