Elle

 Film non memorabile nonostante una bella prova di interpretazione da parte di una superlativa Isabelle Huppert. ()

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Michelle, donna minuta ma coriacea, ha un terribile passato da dimenticare malgrado il quale è riuscita a costruirsi una solida e remunerata carriera come produttrice di violenti videogiochi.

Nella Parigi dei nostri giorni, dove la città si limita a fare da sfondo alla vicenda, la donna, vittima di uno stupro, non solo non denuncia il suo aggressore ma inizia a giocare con lui una partita morbosa che si capisce da subito, o quasi, come possa andare a finire.

Accanto a lei, in una caotica famiglia allargata, il giovane figlio che diviene padre di un figlio palesemente non suo, l’ex marito con la sua nuova fiamma, la socia e amica Anna con il cui marito Michelle va a letto.

Per non dire della vituperata madre che ama circondarsi di gigolò da strapazzo.

E in lontananza incombe la figura del padre, un mostro fanatico che, anni prima, si è macchiato dell’assassinio di molti innocenti.

Racconto decisamente sopra le righe, totalmente al servizio di una donna dalla “moralità di una cozza”, come avrebbe detto Henry Miller, che gioca una terribile partita con la morte in un irrefrenabile impulso di cupio dissolvi.

Dirige l’anziano Paul Verhoeven, a cui non si ascrive nessun film memorabile. Merita la visione la strepitosa interpretazione di Isabelle Huppert, ambigua, emblematica, sofferta, compiaciuta figura di donna del suo tempo. Che è poi il nostro.


In programmazione al Cinema Plinius



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