Audizione su degrado delle città e delle periferie

Il 7 marzo si è svolta in Prefettura un'audizione  in occasione della visita della Commissione Monocamerale di inchiesta sulla sicurezza e sul degrado delle città e delle periferie.
ViviLambrate è stata invitata per parlare della situazione di Lambrate ed Attilia Cozzaglio ha fatto l'intervento qui riportato.
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sabato di lambrate

ViviLambrate nasce nel 2014, ed è una rete di 20 diverse realtà, associazioni storiche e nuove, che aggregano cittadine e cittadini, ma anche imprese, start up, liberi professionisti, gallerie d’arte e studi di design. L’obiettivo comune è la rivitalizzazione del quartiere.

Io appartengo ad una di queste realtà, il Laboratorio di Democrazia Partecipata, che promuove processi partecipativi sul territorio, attraverso i quali i cittadini possano diventare protagonisti, per progettare il futuro, fino a“lasciarsi sorprendere” da soluzioni inedite e inattese.

Il territorio sul quale operiamo è nel Municipio 3 di Milano. Lambrate è stato un comune con origini in epoca romana, basato su economia agricola molto avanzata. Lambrate contende alla zona sud di Milano la realizzazione delle marcite, ad esempio.

Nel ‘900 Lambrate è diventata sede di industrie famose in tutto il mondo come Innocenti (Lambretta), Bombelli (tetto della Stazione Centrale), Faema (macchine da caffè).

Nel 1924 il Comune di Lambrate è stato annesso a Milano.

L’origine del quartiere, la sua storia e la sua evoluzione segnano anche il presente.

Al posto dell’Innocenti ora c’è il nuovo quartiere Rubattino.

Ventura Lambrate è da dieci anni il Fuori Salone, con migliaia di persone, moltissimi i giovani, che arrivano da tutto il mondo.

E al posto delle fabbriche ora ci sono gallerie d’arte, studi e uffici, una scuola di design, insomma il terziario avanzato.

Nel DNA di questo quartiere c’è dunque la capacità di innovarsi, di trasformarsi, di integrare e accogliere. Accoglieva i bergamini che dalla bergamasca scendevano in pianura per l’inverno, accoglieva nelle osterie e nelle bocciofile i milanesi che facevano le gite fuori porta, accoglieva i primi immigrati dal sud, accoglieva gli operai delle fabbriche, fino a 20.000 al giorno negli anni ’60. Ha accolto anche i primi extracomunitari, nel cinema della parrocchia, quando la casa dove si ricoveravano è bruciata, e sono di Lambrate le maestre del Rubattino, che hanno portato nelle loro case le bambine e i bambini rom, dopo gli sgomberi dei campi, per consentire loro di continuare a frequentare la scuola.

Per usare un termine un po’ abusato, a Lambrate si è sempre praticata la resilienza, ed in questo contesto che si è sviluppata l’attività di ViViLambrate.

Tutto è iniziato dalle proteste dei cittadini per un uso improprio, indecoroso e allarmante della piazza di Rimembranze di Lambrate, ad opera di un gruppo di persone, inizialmente si trattava di rom. Veniva chiesta maggiore sicurezza, l’intervento delle forze dell’ordine, maggiore controllo, anche se la nostra zona non versa in condizioni peggiori di altre, anzi.

Noi abbiamo pensato che una prima risposta potesse essere il nostro impegno diretto, per far vivere di nuovo la piazza, e il quartiere. Dunque unire alle misure di ordine pubblico, iniziative di animazione sociale e culturale.

Dalla prima castagnata nel 2014, ad oggi, abbiamo fatte tante iniziative:

  • i “Sabati di Lambrate” con associazioni, artigiani, il mercato agricolo.

  • gli incontri per Book City.

  • Il progetto Farfalle, con le scuole e i cittadini per creare un corridoio verde per le farfalle.

  • la Green City di zona, con biciclettata in quartiere.

  • due assemblee con gli abitanti del quartiere, una per fare informazione sui cambiamenti in atto nel quartiere (con Mariani, allora presidente della Commissione urbanistica del CdiZ) e una per ragionare su bisogni, esigenze e progetti.

Una delle nostre associazioni, Made in Lambrate, sostenuta da ViviLambrate ha presentato in Comune e in Consiglio di zona un progetto per riqualificare la piazza. E forse proprio in questi giorni ci sono delle novità in merito.

Abbiamo collaborato con la Facoltà di Architettura per i laboratori sul campo degli studenti.

Abbiamo fatto una serie di interviste agli abitanti di Lambrate, donne e uomini di diverse le età, appartenenze politiche, etnie.
Sono la base di un libro curato da Sergio De La Pierre, che verrà stampato nelle prossime settimane a cura di un’altra associazione, Z3xMI, la “voce” storica on line della zona 3. Il libro è utile per capire le criticità del quartiere, ma anche il suo potenziale. E in questa logica è stato presentato ai nuovi amministratori del Municipio 3, appena insediati.

Noi come Vivilambrate – ma non siamo soli, in questo - lavoriamo proprio su questo potenziale, collaborando con le istituzioni e con tutti coloro che vogliono favorire la coesione sociale, integrare le diversità, sviluppare socialità, multiculturalità, scambio di saperi e di culture, incontro tra generazioni. E qualche risultato si vede.

Che cosa vi chiediamo?

Chiediamo a voi, chiediamo alla politica, di aiutarci nei nostri sforzi per trovare risposte evolutive e innovative ai bisogni espressi dagli abitanti di questa zona.

Ci sono grandi problemi “strutturali”, vaste aree private che da anni sono in attesa di trovare una possibilità di riqualificazione. Queste aree, ma anche lo stesso scalo ferroviario di Lambrate, diventano luoghi di degrado e sono la rappresentazione concreta delle ansie e delle paure degli abitanti del quartiere.

Complice la crisi, tutto si è fermato.

Il nostro quartiere ha bisogno di un importante lavoro di rammendo, ma adesso, a queste situazioni di dismissione, si aggiunge quanto sta accadendo a Città Studi, appena “oltre il ponte”.

Gli ospedali di eccellenza, il Besta e l’Istituto dei Tumori, andranno a Sesto S.Giovanni e l’Università degli Studi andrà nell’area Expo.

Nell’immaginario, Città Studi diventerà come il palazzo di cristallo dell’Innocenti, simbolo di una passata grandezza, e ora di decadenza, degrado, insicurezza.

Non ci spaventano i cambiamenti e le trasformazioni, che possono rappresentare delle grandi opportunità per riprogettare il nostro territorio, siamo disposti a lavorare fino a “lasciarci sorprendere” da soluzioni inedite e inattese.

Ci spaventano però i tempi incerti, i silenzi, i vuoti, le assenze.

Vogliamo essere informati e coinvolti in un processo, che non sarà certo breve, ma che proprio per questo deve essere governato, e che in ogni modo non può essere lasciato al caso, ai tempi della burocrazia, ai tempi del mercato.

Noi, come cittadine e cittadini, vogliamo fare la nostra parte, ci stiamo provando, ma alle istituzioni, e a voi, chiediamo di fare altrettanto.


Attilia Cozzaglio
Per ViviLambrate



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